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    ... Con le ossa di cuoio...~Diemme

azioni ben congegnate

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rieccoci nuovamente attivi e allegri, terminate le incombenze di fine anno scolastico, nel nostro dovere di creatori di idiozie. riprende quasi dal compimento una quest rimasta in sospeso per mesi, ma in una singola sessione l’azione è stata così densa di significato che non vogliamo lasciarvi col dubbio di sapere cos’è accaduto… ecco dunque la nostra storia, con un piccolo riassunto di ciò che è già accaduto:


Rohen, Arkadyon, Rednir, Cyprien, Kleydos e la giovane spadaccina Léden si sono inoltrati in una caverna per recuperare la scomparsa Vivien, il cui aspetto e ruolo era stato preso da un infido Doppelganger, scoperto solo grazie al prode Rohen (ma chi ci crede…). all’interno i nostri eroi affrontano terribili sfide, come il possente golem Vultus, cui però riescono a sopravvivere quasi interi… è nell’ultimo scontro, però, che un possente psion dà loro filo da torcere: nonostante fosse stato trasmutato in un coniglietto rosa con la coda a ciuffetto, riesce con la forza della mente a scatenare poderose esplosioni, che costano la vita al druido Arkadyon ed al chierico Rohen che lo stava per curare ("al prossimo turno, prima uso Luce Incandescente! ops, mancato…").

ora i quattro sopravvissuti cercano la dispersa… il gruppo viene guidato dal mago Rednir, che prontamente incontra un piccolo labirinto di 6mx6 e riesce ad impiegare solo poche ore per andare dritto. incontrano così un gigantesco idolo di pietra, che a quanto pare reagisce al primo incanto del mago, tramortendolo con un raggio. pare però che non combatta, dunque Kleydos cerca di scoprirne qualcosa.

colpendolo ripetutamente non si sentono altro che grida dall’interno. strano. allora si cerca di esaminarne attentamente la superficie, trovando un pannello con dentro uno strano meccanismo… dopo diversi minuti i tre ne comprendono il funzionamento, e riescono a farlo scattare al primo tentativo. però non accade nulla. prendono diverso tempo per cercare altro, e trovano, dopo mezz’ora circa, una maniglia nascosta. tirandola, si sente un’altro grido. allorché si ricontrolla la serratura, che pare si sia resettata. riprovano a risolverla e tirano quasi subito la maniglia, che ora apre l’idolo in due lasciando libera la povera monaca.

il mago, rialzatosi, cerca di darsi un contegno. nel mentre si cerca di tornare fuori, viene notata una scala a chiocciola che conduce verso l’alto, alché i pg decidono di tentare anche questa. si ritrovano dentro una cripta, con una bara di legno che incendiano nonappena il master la nomina, ed una porta in acciaio chiusa dall’esterno. dopo qualche minuto scoprono, in alto, una grata. testuali parole:
Rednir: "e noi come ci arriviamo alla grata?"
DM: "boh, cerca, ci sarà qualcosa per salire… tipo una bara…"
gruppo: "…"

si è riusciti, dopo vari tentativi:
– a scoprire che la grata ha i forellini troppo piccoli per farci passare Sharingan
– a scoprire che si può far salire qualcuno sulle proprie spalle perché stacchi la grata, ma non a farcelo entrare
– a scoprire che mandandoci dentro sharingan, il povero pseudodrago non faceva granché
– a scoprire che evocare un geco e mandarcelo dentro non ha alcun risultato
– a scoprire che se un barbaro lancia un ladro in un condotto stretto, questo ci si incastra
– a scoprire che ridurre persone lo faceva anche cadere
– a scoprire che un ladro ridotto lanciato nel condotto riusciva ad arrivare dall’altra parte, dove c’erano il geco, sharingan e un’altra grata

dopodiché Kleydos, il ladro in questione, rimosse la grata e si ritrovà nella sala da pranzo del castello di Balfird, noto per essere stato la dimora del vampiro Avis nonché l’attuale dimora dei pg.
sceso in cantina, liberò i compagni dalla loro prigionia, senza che nessuno cercasse mai di ritornare sui propri passi.

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