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AErion: Gli Eroi della Saga

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Questa Tale ha un valore particolare. In parte per una pura questione di numeri: è la 350ª Tale che Lavos-D scrive per Elfoladro. Ma, soprattutto, perché questa è l’ultima Tale che scrivo sulla nostra saga di AErion, la Perla dei Cieli. Un’ambientazione uscita totalmente dalla testa del nostro master DiEmi, all’interno della quale abbiamo riso e sofferto per tre anni e mezzo, la cui campagna si è conclusa con un difficile trionfo.

Quale modo migliore di congedarsi da Elfoladro del presentare ufficialmente i protagonisti delle Tale che avete letto fino alla nausea vi hanno fatto ridere in questi anni? Parecchi, visto che li conoscete tutti, ma tant’è…

Morrn, trasmutatore wildren (“ferale” su AErion). Nato come rimpiazzo di Saevel Dreadstorm dopo la prima morte di questi, è poi riapparso come gregario. Pantofolaio, fumatore incallito, amante dei liquori e della comoda vita di studioso, si è ritrovato mago di bordo per una banda di pazzi furiosi intenzionati a uccidere un dio. Forse per questo passava il tempo a mugugnare come un genovese, anche se ha sempre fatto la sua parte. Ora che è resuscitato e ha contribuito alla morte di Ssertrous, passerà il resto della sua vita a incassare royalty per i suoi memoriali. Senza mai più uscire dall’Accademia.

Il suo grido di battaglia: “Non posso credere che lo sto facendo davvero!”

Bastaf, bardo umano. Avido, codardo e con una preoccupante tendenza a considerare i suoi compagni come materiale per i suoi libri, ma diamine se sa scrivere. Ha lasciato il gruppo per seguire la rediviva Prima Regina dell’Impero (materiale migliore), la quale lo ha tollerato come si tollera una zecca sulla gamba. Anche se non ha combinato granché nella storia, Bastaf è probabilmente il più famoso di questa lista nel continente di Amaltea, dopo aver scritto svariati bestseller sulle sue avventure. Nei quali fa sempre la figura dell’eroe, chissà perché…

Il suo grido di battaglia: “Resistete! Ne verrà fuori una scena madre!”

Ixpacal, dragonborn paladino/Pugno di Raziel (cioé Quetzalcoatl). È originario del continente di Meztili ed è abbigliato come un guerriero azteco, con un aspetto che ricorda Quetzalcoatl, con piume multicolori e scaglie. Ha visto tutta la sua gente morire per mano degli yuan-ti e si è unito al gruppo con il solo proposito di uccidere Ssertrous. Personaggio vergognosamente  min-maxato, è stato inserito solo per sostituire il defunto Saevel nella battaglia finale ed è stato creato dalla pura strizza del suo giocatore per un eventuale Total Party Killed (perlomeno lo ammette). È in questa lista solo perché è uno dei quattro uccisori di Ssertrous.

Il suo grido di battaglia: “Morrai con me, demonio! Doppio punire il male, più incantesimo, più talento… devo tirare otto dadi.”

Bestov, marinaio/barbaro umano storicamente accurato. Nel senso che era analfabeta, buzzurro e con un talento per cacciarsi nei guai superato solo dall’Infausto Yathien, con il quale condivideva il giocatore. Purtroppo se n’è andato dal gruppo quando il suo giocatore si è trasferito…grave perdita (del giocatore, non del PG). Ci piace pensare che abbia continuato a seguirci come parte dell’equipaggio della nave volante.

Il suo grido di battaglia: “GRRRAURRR!”

Zethras, barbaro morfico (sempre ferale su AErion). Primo a caricare e ahimé primo a cadere, prima di raggiungere il 3° livello; un vero peccato per il giocatore, che non riuscì mai più a eguagliare le botte che dava con lui. Il suo  cuore puro e selvaggio ci ha sempre ispirati nelle nostre battaglie, nonostante abbia fatto una fine assai poco gloriosa.

Il suo grido di battaglia: “Troverò l’assassino di mio padre!”

Doyle, umano paladino della libertà. Forte e coraggioso, purtroppo si è allontanato fin troppo spesso dai suoi ideali di libertà e bontà… tipo acconsentire a servire mostri disumani. Per questo ha trascorso gran parte del periodo passato con il gruppo a cercare di recuperare il suo status di paladino. Perlomeno è morto gloriosamente… facendoci da scudo.

Il suo grido di battaglia: “Quindi non posso picchiare bambini?”

Artorias, chierico umano del Sole e campione della sua divinità. Nel senso che al 15° livello nemmeno il sommo sacerdote di Pelor lanciava incantesimi più potenti dei suoi. Il suo legame quasi carnale con il sole lo spingeva a lanciare esplosione solare in qualsiasi frangente, anche quando forse sarebbe servito di più una magia di protezione. Tanto ha letteralmente ucciso il demonio, per cui nessuno lo starà a giudicare.

Il suo grido di battaglia: “Lancio esplosione solare! E poi… un’altra esplosione solare!”

E ora passiamo agli Eroi con la E maiuscola…

Tormod, guerriero wildren (sempre ferale), ex mercenario ed ex locandiere che aveva ripreso le armi per il brivido dell’avventura. Se è mai esistito un PG che merita l’appellativo di “inamovibile”, quello è Tormod: corazzato oltre ogni dire, con una Costituzione assurda e un martello con cui si difendeva sapientemente, ha tenuto testa a un’intera centuria e sconfitto un drago con un solo colpo. Ciononostante, il suo giocatore temeva di non fare abbastanza danni. Il suo timore si è rivelato vero solo quando ha cercato di affrontare cinque golem di ferro.

Il suo grido di battaglia: “Incalzare! Incalzare Potenziato! Altro Incalzare potenziato!(ad ibitum sfumando)

Saevel Dreadstorm, mezzelfo guerriero in cerca di fortuna, diventato comandante e arciere senza eguali. “Senza eguali” del tipo che potrebbe tranquillamente centrare un bersaglio da cinquecento metri. Il “potrebbe” è dovuto alla sua ormai proverbiale jella: protagonista quest’ultima di svariate Tale (cercatele!), responsabile di almeno tre 1 a sessione e di almeno due o tre morti sul campo. Nonostante la sequela di sfortune della sua vita da avventuriero, Saevel è riuscito a conquistarsi il difficile rispetto degli elfi, a domare un yrthak e a seminare il terrore nei suoi nemici senza neanche farsi vedere. Specie perché ogni volta che lo vedevano finiva a terra morente.

Defunto subito prima della battaglia finale e resuscitato un’ennesima volta, ora si dedicherà ad addestrare arcieri e a curare i rapporti tra umani ed elfi. Ma avventuriero mai più!

Il suo grido di battaglia: “Sono in postazione? Bene: puntare… mirare… fuoco! D|0#&%§ç, un altro 1!!!”

Arden, duskblade umano che ha risvegliato le sue origini, assumendo fattezze draconiche. Arden è la colonna portante della saga: sempre presente a tutte le sessioni, sempre in prima linea e sempre in grado di sopravvivere a qualsiasi pericolo, sia per la potenza della classe, sia per l’abilità del giocatore a tirar fuori combo di magie allucinanti.

Arden è l’unico degli eroi a non essere non solo mai morto, ma nemmeno finito al tappeto; Arden ha al fianco da svariati livelli una spada senziente in cui è racchiusa l’anima di una dragonessa, ma non la usa mai perché non ne ha bisogno; Arden cavalca una viverna; Arden ha ripristinato l’ordine dei duskblade dalle ceneri; Arden ha assestato il colpo finale a Ssertrous; Arden è così eccessivo che, se sui fatti che circolano in rete sostituite “Arden” a “Chuck Norris”, probabilmente è realmente accaduto in gioco.

Il suo grido di battaglia: “Mi passi altri quindici dadi? Devo finire di calcolare il danno!”

L’Infausto Yathien, elfo scout/ranger/segugio/piantagrane. Fino alla sua meritata dipartita, Yathien è stato un personaggio così odioso che nemmeno il suo (bravissimo!) giocatore lo tollerava: razzista oltre ogni limite, sanguinario, neurolabile, eppure proprio per questo un vero spettacolo a vedersi. Tranne per i suoi compagni.

Inutile cercare di descriverlo: se volete saperne di più cercate “Yathien” su Elfoladro e leggete le Tale che lo vedono protagonista, ma assicuratevi di avere tempo a disposizione.

Il suo grido di battaglia: “Salto acrobatico alle sue spalle, sguaino il pugnale e lo sgozzo!” (di solito seguito da un’ininterrotta sarabanda di guai)

DiEmi, il nostro master. Considerando che, per sua stessa ammissione, ha ideato l’ambientazione e poi creava quasi tutte le sessioni sul momento, non si può non applaudire il risultato come un capolavoro di mastering. Anche se ora lo prenderà come una scusa per prendersi una “pausa” di qualche anno.

Il suo grido di battaglia: “La morte di Yathien è stata una vera perdita. Da quando non c’è più lui a cacciarvi nei guai devo preparare le sessioni!”

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