La missione era suicida, lo avevamo capito subito; era tutto nato da quando Kayle, guerriero/stregone con competenze altissime in raggirare e simili, diventato chissà come capo di una cosca mafiosa (l’avventura che dirigo è ambientata alla fine dell’800), aveva deciso di assaltare il boss del luogo, ucciderlo e prenderne il posto…possibilmente con il nostro aiuto. Così ci siamo diretti là con la nostra auto corazzata, con gatling e mortai, e abbiamo iniziato…Ma la casa del boss in questione era circondata da decine di uomini armati di fucili e lupare, protetta da 2 torrette e da un cannone, situato più avanti, da 500 millimetri…Ma il nostro Acer decise di andare avanti: e segnò così la sorte di metà squadra… Tutto andava bene: io e Alexander, rispettivamente un mezzo celestiale e un succube, andammo a fare un po’ di casino nel vivo dell’azione, mentre gli altri stavano pronti a partire…e qua iniziò… Leggi tutto »Ne valeva la pena?