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Spie Professioniste

Non c’è proprio tregua per i PG… ma, del resto, se ne avessero non sarebbero i PG, no? Dopo aver massacrato qualunque cosa si muovesse smascherato una setta demoniaca a Saltmarsh, camuffata da un bizzarro culto di una nuova dea della fortuna, sembra che ora ne abbiano trovato tracce anche a Flen: proprio la cittadina della Marca di Sterich dove sono andati a trascorrere l’inverno. Scoprire qualcosa di più con discrezione sarebbe d’obbligo. Sarebbe, appunto, perché i nostri eroi, quanto a discrezione… Daylen: Ci vuole una tattica d’infiltrazione. Seaf, attivare il Protocollo Pantegana! Seaf: EH? Daylen: Tu entri e fai le tue solite cose da figlio di pu****a! Vista il suo incredibile savoir faire (incredibile, appunto, perché a raccontarlo non ci si crede mica), il bardo Tahafi va a infiltrarsi… Seaf: Tu vai dove si radunano, io ti pedino facendo finta di non pedinarti. [sic!] Tahafi: Cioé mi pedini! Seaf:… Leggi tutto »Spie Professioniste

Politically (In)correct 2

Ora che l’opinione pubblica si è accorta di quanto sia facile infastidire o ferire i sentimenti altrui, sta diventando un’abitudine anche nel GdR premurarsi di non inserire in gioco eventuali argomenti sgraditi a qualche giocatore. Premura lodevole, specie per evitare certe scene… Si parte a Hlondeth, Forgotten Realms. Lirica descrizione delle maestose mura di pietra verde del Tempio di Varae, la Dea Serpente, scolpite così da ricordare un immenso serpente le cui due teste (anfisbena) formano l’arcata… e intanto uno dei giocatori si fa sempre più pallido e stralunato. Lavos-DM: Ma… stai bene? Giocatore (sudatissimo): Eh… è che… soffro un po’di erpetofobia. Lavos-DM: … Capisco, ma ditemelo prima di raggiungere un posto chiamato “La Città dei Serpenti“. Altra campagna: i PG hanno finalmente ferito gravemente un orripilante mostro simile a una massa tumorale con un’enorme faccia sfigurata, dal cui corpo informe spuntano disordinatamente zampe di ragno e dalle cui ferite… Leggi tutto »Politically (In)correct 2

Capitolo V

Giungemmo presto alla conclusione che in quel sotterraneo c’era rimasto ben poco da fare o più semplicemente, come qualcuno borbottava “probabilmente il mostro più grosso l’abbiamo già ucciso”. Lasciammo quindi carichi di nuovi tesori il triste antro e ci rimettemmo lungo la strada rivolti non si sa bene verso dove. Fatta poca strada ci ritrovammo davanti al miglior tentativo di morte eroica per un messaggero. Infatti un individuo indossante l’uniforme della Guardia Granducale, coperto di sangue, giaceva lungo il lato del sentiero, pronto a spirare non appena consegnato a noi chissà quale importante messaggio. Tale fine gloriosa e di sicuro effetto fu impietosamente impedita da Duncan che inondò il povero milite di incantesimi di guarigione. Contrariato dal non aver potuto adempiere ai minimi compiti richiesti sindacalmente ad un messaggero egli ci informò a malavoglia della situazione adesso nel mondo, come se questo in effetti a noi importasse qualcosa. Fummo informati… Leggi tutto »Capitolo V

Capitolo IV

Tornammo rapidamente dal disgraziato contadino, cui Duncan ribadì il proposito di ridurne in schiavitù il figlio. Quindi, seguendo il corso del fiume, ci avventurammo in lidi sconosciuti. Ma che eravamo sulla giusta via ci fu prontamente indicato dal rinvenimento di un nuovo cadavere. Fatta poca strada, fummo circondati da una banda di ladri. Grazie alla mia capacità di riconoscerli subito come tali e soprattutto alla pietosa immagine del bambino schiavo del nostro chierico, non fummo subito attaccati. Anzi, la capobanda ebbe l’accortezza di ascoltare la nostra storia e di esaminare la nostra mappa che tra le altre cose conteneva una lettera di amore a lei indirizzata. Sconvolta la ladra corse con alcuni uomini verso il luogo dove avevamo trovato il secondo cadavere… era il suo fidanzato… Posti di fronte a cotal sfoggio di tristi sentimenti umani, cuori spezzati e drammi personali, decidemmo che si era fatto tardi e che era… Leggi tutto »Capitolo IV

Capitolo III

Il viaggio verso il meritato riposo fu di una velocità sconcertante. Fummo quasi immediatamente assaliti e rapiti da una banda di hobgoblin e ci ritrovammo, chi nudo chi in perizoma, chiusi in una oscura caverna. Nostri allegri compagni di prigionia un gruppo di contadini emaciati, una coppia di elfi, un mezz’elfo dalle mani spappolate, uno gnomo assorto in astruse considerazioni, un folletto cui avevano strappato le ali, una spia goblin, un hobgoblin contestatore, un vecchio mago rincoglionito e last but not least una nobile elfa di rara bellezza, sottolineata anche dal fatto che anch’ella, come tutti gli altri, era completamente nuda. La seconda cosa che ci sconvolse fu invece il fatto che nessuno poteva lanciare incantesimi, né maghi né chierici. Rimanemmo così intontiti per parecchio tempo, senza far niente, anche perché eravamo incatenati mani e piedi alla parete, poi riuscimmo a convincere il mezz’elfo a liberarci con uno spillo che… Leggi tutto »Capitolo III