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R.I.P.

Pima o poi ogni personaggio muore al di là di ogni possibilità di recupero magica o divina e a nulla valgono le preghiere lacrimose all’impietoso Diemme. Il PG è andato, kaputt, passato a miglior vita, passeggia nel Limbo strimpellando l’arpa, svolazza di nuvola in nuvola, il check sulla Costituzione è fallito, insomma… è divenuto ingiocabile…

Stranamente, però, quando questi drammatici eventi accadono, almeno nelle nostre partite, sono sempre dovuti a eventi tutto sommato improbabili o strampalati. Ne riporteremo qualcuno negli epitaffi qui accanto, a imperitura memoria dei nostri sfortunati compagni di avventura…

Bork’An Shas’El, Morfico Druido 3°

ogliamo ricordarlo così, mentre affrontava il tirannosauro con tutta la selvaggia e ruvida possanza di un vero mastro degli elementi. Vogliamo ricordare come irrise la morte fuoriuscendo dalle viscere del tirannosauro con trionfale posa. Volevamo anche ricordargli che stavamo fronteggiando tre tirannosauri. Creature suscettibili alla morte di un membro del branco. “Ah, ma quindi sono morto?” Bork’an Shas’el, ultime parole.

Rocchio, Monaco 3°

iangiamo la scomparsa di Rocchio, il monaco con i pugni nelle mani. Durante i suoi ultimi minuti, mostrò tutta la sua schizofrenia, minacciando di morte un nano, chiedendogli perdono, insultandolo, deviando un’ascia da lancio, insultandolo di nuovo per infine rannicchiarsi in un angolo come un bambino al quale hanno rubato le caramelle. Fu colpito da un colpo d’ascia, seguito dalle parole: “Devia questa”. Sulla lapide riportiamo le parole di Stefano prima della morte del suo PG: “Una morte impossibile da evitare”

Carroll e Ruth: l’illusionista con il rospo nel cappello!

Li ricordiamo sorridenti e molto legati; l’illusionista e il suo rospo. I compagni cominciarono a sospettare delle lunghe leccate sul dorso dell’animale da parte del mago fattone quando le sue battute gelavano l’aria piu’ di una tempesta di ghiaccio. Ci piace ricordarlo mentre lancia “spruzzo colorato” con la fiducia di chi lancia una “palla di fuoco”. Sprezzante del pericolo, lo ricordiamo millantare poteri mai avuti e incantesimi completamenti inventati. Una pioggia acida (gentilmente offerta dal drago) ce li ha portati via. I compagni posero, incacchiati come biscie per la perdita …di tanti oggetti preziosi!

EDILAT, L’UOMO CHE PENSAVA TROPPO

o ricordiamo così il nostro Edilat( psionico): intento a lanciare i soliti 4 poteri sempre con un effetto diverso o ancora mentre, teso nello sforzo di usare le sue abilità mentali, rischiava di svenire ad ogni azione. La compagnia lo commemora con la mascella spalancata mentre il troll degli acquitrini balla la quadriglia sul suo povero corpicino tatuato lasciando danni da artigli pari all’esplosione di una supernova (il master basito ha ricontrollato i calcoli tre volte).

Magellanus, Bardo 2° (PNG)

ui, su questo muro, giacciono i resti di Magellanus l’Halfling. Egli si unì a una coppia di avventurieri(Akihiko Sanada, Monaco 2° e Drakuel, Stregone 1°) alla ricerca di un potente oggetto magico in una torre. Egli si attirò subito le ire della compagnia, data la sua inutilità nel combattimento e la pretesa di avere il 20% sul tesoro ottenuto. Quando, sconfitto il guardiano dell’oggetto, Magellanus chiese una pozione di cura, venne prima sbeffeggiato dal Monaco(“La vuoi? Eccola”, alzando la pozione mettendola fuori portata), quindi colpito con un pugno dal suddetto monaco. Qui Egli riposa, spiaccicato contro un muro dalla violenza del colpo subito. Sulla lapide è inciso “Il 20% ce l’ho io”.