Vai al contenuto

La Biblioteca

Capitolo IV

Dopo un po’ di tempo e non senza qualche difficoltà, il portentoso unicorno riesce a far capire alla compagnia che l’Essere Supremo (chiunque sia) desiderava che essi varcassero le montagne Eastwall, attraversando le pianure della Polvere fino alla lontana città di Xak Tasaroth, situata in mezzo alle Terre Maledette. “Là troverete il più grande di tutti i tesori” pone l’animale a ciliegina sulla torta. Tale viaggio avrebbe anche dovuto compiersi, per misteriosi motivi, entro due giorni. Frastornati e sempre più in balia degli eventi, i nostri eroi si accingono a partire in groppa ad uno stormo di Pegasi. Ma poco potranno raccontare del meraviglioso volo, poiché tutti, stranamente, cadono in un sonno profondo… Svegliati di soprassalto, si trovano ai piedi dei monti Eastwall che ancora è notte. Uno solo dei Pegasi è rimasto… “Ci spiace, ma non possiamo portarvi oltre” spiega a disagio la magica bestia “Al di là delle… Leggi tutto »Capitolo IV

Tomi & Rospi

Al
termine dell’ultima avventura i nostri eroi sono riusciti finalmente a
sconfiggere il loro arcinemico Lich a nome Wazor. Tra i suoi averi
scoprono un Tomo Magico che aumenta di un punto la Costituzione di
chiunque lo legga e una Fiala che serve ad evocare una creatura
demoniaca dalle fattezze simili ad un orribile rospo. Valtor si
appropria del Tomo, mentre Legolas prende la Fiala. Il DM savio
dichiara che forse era meglio concedere il Tomo a Legolas, fortemente
deabilitato. Non si giunge ad una rapida decisione e il gruppo si
scioglie e si riaggiorna per la successiva partita… nei giorni
successivi le e-mail dei giocatori sono intasate di messaggi….

Leggi tutto »Tomi & Rospi

Capitolo V

Purtroppo per i nostri eroi, i tizi incappucciati hanno la misteriosa abitudine di lanciare l’incantesimo “ragnatela” ogni tot di tempo lungo i bordi delle strade che percorrono. Completamente invischiati dalla viscida sostanza, il gruppo sostiene un lungo e sostanzialmente surreale interrogatorio. Gli esseri, che insistono a nascondere il viso nei loro cappucci, nonostante tutti i presenti li abbiano riconosciuti quali famigerati draconici, dichiarano di essere anche loro alla ricerca di un misterioso bastone che è stato trafugato da un loro tempio da un ladro. Preso da parte Riverwind, i nostri eroi gli chiedono di nuovo dove diavolo ha trovato il bastone che sta portando adesso Goldmoon. Offeso nell’amor proprio Riverwind sostiene fiero di essere sicurissimo di non averlo rubato… o almeno pensa, forse… visto che non si ricorda assolutamente più niente. La giornata sembra quindi destinata a trascorrere discorrendo di amenità e verghe portentose con un gruppo di draconici incapucciati,… Leggi tutto »Capitolo V

Capitolo VI

  Il combattimento si rivela sorprendentemente breve e tutto sommato semplice. I mostri vengono eliminati rapidamente e anche la loro abitudine di tramutarsi prima in pietra e poi in polvere, una volta deceduti, non da nessun problema, se non un leggera noia nell’attendere il passaggio alla polvere per poter recuperare la propria arma. Per procedere più velocemente verso una missione già probabilmente destinata al fallimento, i nostri eroi decidono quindi di impadronirsi del carro dei sedicenti monaci, si fiondano quindi tutti sopra salvo scoprire che il carro è trainato da un allegra coppia di cervi. Improvvise immagini di un tizio barbuto e vestito di rosso che svolazza per i cieli sconvolgono per un momento le menti del gruppo. Ripreso però controllo della situazione, il carro viene lanciato ad una velocità moderata verso est. Fatti pochi metri, il fine olfatto degli avventurieri coglie uno strano odore di fumo nell’aria. “Pare fumo… Leggi tutto »Capitolo VI

Capitolo VII

  Abbandonato il fumante villaggio, i nostri percorsero poche centinaia di metri quando si trovarono di fronte ad uno strettissimo passaggio. Lì furono costretti ad abbandonare carro ed alci e proseguire a piedi, il loro tragitto illuminato dalla bianca luce della luna Solinari. Dopo un ulteriore breve tragitto, Sturm avvisò i compagni di aver notato un bianco sentiero stagliarsi tra le ombre, invitandoli a percorrerlo. Tale dichiarazione di Sturm venne, in un primo momento, poco considerata dagli altri avventurieri, oramai avvezzi alle visioni di cose generalmente bianche che il guerriero tendeva ad avere da qualche giorno. Successivamente, però, il gruppo decideva di intraprendere questa nuova via, incuriositi anche dal fatto che, per quanto essi si stessero già dirigendo ad est, il sentiero pareva dirigersi misteriosamente “ancora di più ad est”. In aggiunta, avevano anche l’inquitante impressione che tale bivio si sarebbe ripresentato ad intervalli regolari finché non si fossero decisi… Leggi tutto »Capitolo VII