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divinità

Quand’Ero Giovane…

Nella quinta edizione di D&D, l’età di un personaggio non ha più effetto sulle sue caratteristiche in gioco. Questo consente di giocare PG particolarmente giovani o vecchi, cosa che, in certe travagliate ambientazioni tormentate dagli sviluppatori, conduce a situazioni bizzarre… Rhona (al master): …un umano dalle fattezze di drago? Nei miei duecento anni di vagabondaggi ho mai sentito parlare di esseri del genere? Lavos-DM: Diamine, non ci avevo neanche pensato: Rhona è una vera decana dei Forgotten Realms.  È nata prima della Benedizione del Tuono [il risultato dell’impresa di una paladina nanica che portò all’aumento delle nascite fra i nani nei Forgotten Realms, NdLavos], nella sua vita ha visto la riconquista di Mithril Hall, l’ha vista rinominare Mithral Hall per questioni di copyright, è più vecchia di diverse divinità, ha vissuto il Periodo dei Disordini, due morti di Mystra, la Spellplague e il mondo andare in pezzi e ricomporsi. Due… Leggi tutto »Quand’Ero Giovane…

Problemi di Comunicazione

Come molti PG che si avvicinano al 10° livello, Daylen ha qualche dubbio sull’origine delle divinità. Chiede così lumi a una colta dragonessa che il gruppo ha aiutato tempo fa… – Dimmi, o possente: chi ha creato gli dei? chi ha creato Bahamut e la sua sorella a cinque teste? – IO! Ci vollero tre minuti buoni per capire che la risposta era “il sommo dio drago, di nome Io”.  

Capitolo V

Giungemmo presto alla conclusione che in quel sotterraneo c’era rimasto ben poco da fare o più semplicemente, come qualcuno borbottava “probabilmente il mostro più grosso l’abbiamo già ucciso”. Lasciammo quindi carichi di nuovi tesori il triste antro e ci rimettemmo lungo la strada rivolti non si sa bene verso dove. Fatta poca strada ci ritrovammo davanti al miglior tentativo di morte eroica per un messaggero. Infatti un individuo indossante l’uniforme della Guardia Granducale, coperto di sangue, giaceva lungo il lato del sentiero, pronto a spirare non appena consegnato a noi chissà quale importante messaggio. Tale fine gloriosa e di sicuro effetto fu impietosamente impedita da Duncan che inondò il povero milite di incantesimi di guarigione. Contrariato dal non aver potuto adempiere ai minimi compiti richiesti sindacalmente ad un messaggero egli ci informò a malavoglia della situazione adesso nel mondo, come se questo in effetti a noi importasse qualcosa. Fummo informati… Leggi tutto »Capitolo V

Capitolo III

Il viaggio verso il meritato riposo fu di una velocità sconcertante. Fummo quasi immediatamente assaliti e rapiti da una banda di hobgoblin e ci ritrovammo, chi nudo chi in perizoma, chiusi in una oscura caverna. Nostri allegri compagni di prigionia un gruppo di contadini emaciati, una coppia di elfi, un mezz’elfo dalle mani spappolate, uno gnomo assorto in astruse considerazioni, un folletto cui avevano strappato le ali, una spia goblin, un hobgoblin contestatore, un vecchio mago rincoglionito e last but not least una nobile elfa di rara bellezza, sottolineata anche dal fatto che anch’ella, come tutti gli altri, era completamente nuda. La seconda cosa che ci sconvolse fu invece il fatto che nessuno poteva lanciare incantesimi, né maghi né chierici. Rimanemmo così intontiti per parecchio tempo, senza far niente, anche perché eravamo incatenati mani e piedi alla parete, poi riuscimmo a convincere il mezz’elfo a liberarci con uno spillo che… Leggi tutto »Capitolo III

Capitolo II

Fu allora che i miei compagni notarono uno strano vecchietto in odore di santità sbucare convenientemente in tutta sicurezza da una vicina foresta che fino ad allora nessuno aveva notato. Bergstein in preda ad una crisi mistica a tale visione, gettò tutti i propri indumenti a terra urlando “Ho visto la luce!!” e si gettò ai piedi del vecchio che ne rimase piuttosto disgustato. Borbottò quindi una via di mezzo tra un ringraziamento per aver salvato la terra (o quello che ne rimaneva) e una ramanzina per aver perso un sacco di tempo a dormire e a farsi i fatti propri (anche se il termine esatto fu diverso) mentre il Tarrasque devastava il mondo conosciuto e anche parte di quello sconosciuto. Paladine, perché proprio di lui si trattava, si accinse quindi ad invocare se stesso per il sospirato rito di resurrezione dei poveri caduti, ma spuntò fuori una donna equivoca… Leggi tutto »Capitolo II