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R.I.P.

Pima o poi ogni personaggio muore al di là di ogni possibilità di recupero magica o divina e a nulla valgono le preghiere lacrimose all’impietoso Diemme. Il PG è andato, kaputt, passato a miglior vita, passeggia nel Limbo strimpellando l’arpa, svolazza di nuvola in nuvola, il check sulla Costituzione è fallito, insomma… è divenuto ingiocabile…

Stranamente, però, quando questi drammatici eventi accadono, almeno nelle nostre partite, sono sempre dovuti a eventi tutto sommato improbabili o strampalati. Ne riporteremo qualcuno negli epitaffi qui accanto, a imperitura memoria dei nostri sfortunati compagni di avventura…

Karen e Vladimir, Beffati dalla Sorte

Ebbero perlomeno degna sepoltura: Karen, la taciturna esperta di esplosivi, anch’ella alla ricerca della terra promessa in un mondo che unisce magia e tecnologia; e Vladimir, l’ex astronauta russo ritornato sulla Terra post-apocalittica, riciclatosi guru spirituale dei disperati, primo sacerdote della religione che venerava lui stesso. Entrambi figli della Terra degli uomini prima della sua fusione con il mondo magico, entrambi per la prima volta di fronte a un vero drago, entrambi con l’intento di ucciderlo al solo scopo di curare la maledizione del loro compagno D’Vann. Ed entrambi che, di fronte alla primeva potenza della bestia, valutando le loro doti rispettivamente di demolitrice d’imbonitore ciurmatore fanatico parlatore, si guardarono pensando: “E io che caspita ci faccio qui?” Caduti eroicamente in battaglia insieme a tutto il gruppo, non ebbero nemmeno la soddisfazione di vedere il colosso abbattuto a tradimento dall’ultima rimasta in piedi: la giovane&irritante Torment. Forse, più che soddisfazione,… Leggi tutto »Karen e Vladimir, Beffati dalla Sorte

Quando far critico ti uccide

Qui salutiamo Kiros, morto per aver tirato 20 di dado Campagna Planescape D&D3.5, i nostri eroi stanno combattendo un Teratomorfo, negli abissi del piano di Carceri. Master: “Da quello che sapete il Teratomorfo è una gigantesca melma che muta le persone colpendole con i suoi pseudopodi. Quando vi colpirà farò tirare a voi un D20 per vedere quali mutazioni subirete.” I giocatori attuano una strategia molto difensiva, per non essere colpiti, ma il monaco del gruppo viene toccato dalla creatura. Master: “Ok Kiros, tirami un D20 e vediamo cosa ti accade, non ti preoccupare, in realtà sono quasi tutti effetti innocui o con tiri salvezza molto bassi.” Il giocatore tira e fa 20 di dado. Kiros: “Evviva 20! Il primo critico della campagna! Dopo 20 sessioni ci voleva.” Il master lo guarda con occhi atterriti. Master: “Il tuo corpo e tutto il suo equipaggiamento viene disintregrato all’istante. Non puoi effettuare… Leggi tutto »Quando far critico ti uccide

Abbattuto alle Spalle, Benché Guerriero 9°

Qui giace il possentissimo guerriero di 9° livello, che scese in missione nientemeno che nella terribile città abissale di Azzagrat per una one-shot per una perigliosa missione (recuperare cristalli polifasici nel fiume di sale, ma non divaghiamo). In una città popolata da demoni, il gruppo (cioé il chierico fesso) finì con l’attaccar briga con un gruppetto di babau e il nostro prode amico, caduto miseramente con un 1 durante la fuga, imparò in tre concitati round che i babau hanno attacco furtivo e che il master aveva una fortuna sfacciata con i dadi. Il giocatore affranto pose la lapide con un “Manco il nome gli avevo ancora trovato!”

Il Paladino Rinnegato

Qui giace un paladino, il cui nome è stato inghiottito dalle nebbie del tempo, poiché la sua avventura durò una sola sessione. Ei si gettò in assalto suicida contro i servi della demonessa, perché il giocatore aveva scoperto l’esistenza del Manuale delle Arti Psioniche e voleva subito cambiare PG. I compagni con sdegno la lapide posero e giustamente lo dimenticarono.

Keldor, la Sfortuna Fatta Warlock

Vogliamo ricordare la sequela di sventure che portò alla morte di Keldor, umano warlock 6°, altresì noto per essere leggermente identico al futuro Skeletor dei Masters (a parte i muscolacci e la pelle blu). Keldor, nato come figura tragica, trasformato dalla jella con i dadi e dall’esaurimento nervoso del suo giocatore nella spalla comica del gruppo; Keldor, che nonostante un 18 naturale al Carisma riusciva ad essere così antipatico che non lo volevano neanche i giocatori, altro che i PG; Keldor, i cui strali di energia trapassavano qualsiasi difesa e nonostante tutto non centravano mai il bersaglio; Keldor, che, dopo due notti in bianco del giocatore, concluse i negoziati con un assonnatissimo “carico gli orchi”; Keldor, che, questa volta per distrazione, assalì senza provocazioni la tigre crudele venendo da essa sbranato. Con gusto. Commemoriamolo ricordando il suo doloroso sfogo: Macché mago, ho il bonus di attacco di un chierico! Non… Leggi tutto »Keldor, la Sfortuna Fatta Warlock